La Sardegna ha diverse zone stagnanti, alcune bonificate come la zona di Arborea ma altre ancora attive e produttive come lo Stagno del Molentargius nelle vicinanze di CAGLIARI verso est la presenza dello stagno di MOLENTARGIUS, che occupa un’area di 1401 ettari, di cui novecento appartengono al MONOPOLIO di STATO e cinquecentouno a privati. Lo stagno è molto vicino a CAGLIARI e QUARTU S. ELENA e ci si può avvicinare facilmente per tutta la sua area, con la possibilità di apprezzare la sua bellezza e la sua vegetazione dove nella parte meno salina si possono notare la salicornia, la ruppia marittima. Nella fascia di IS ARENAS che divide i due stagni si possono aprezzare coltivazioni di mandorleti, vigneti e coltivazioni agricole specie di cereali. Anche in questo caso tutto il territorio è soggetto a vincolo paesaggistico e venatorio. Una parte di questo stagno è destinata a saline con l’acqua marina che penetra da un canale artificiale direttamente dal mare.
Mentre nella penisola del Sinis si trova lo stagno di CABRAS, con una dimensione di 3575 ettari, le acque dello stagno provengono in gran parte dal rio MARE FOGHE e dunque essendo uno stagno di acque dolci è popolato da una certa quantità di fauna ittica, in particolare muggini e anguille. La presenza tra l’altro della salicornia e della ruppia rende la flora circostante particolarmente interessante. La presenza dell’uomo abbastanza limitata rende consistente l’ornicologia nidificante, infatti in questo stagno si possono ammirare numerose presenze di fenicotteri rosa che vengono censiti mensilmente dalla LIPU. Il B&B San Teodoro segnala che per la collocazione al centro del Mediterraneo, la Sardegna è attraversata dai flussi migratori di svariati tipi di uccelli acquatici, quali, oltre i fenicotteri anche cavalieri d’italia, germani reali, aironi,cormorani, gallinelle d’acqua e tante altre specie.
In fine lo stagno di CAGLIARI, che in realtà è una laguna di 3105 ettari di proprietà del DEMANIO MARITTIMO, è diviso in due grandi aree; una occupata dalle saline di MACCHIAREDDU, l’altra dallo stagno di SANTA GILLA. Le saline sono divise in vasche dove con l’evaporazione delle acque marine avviene la formazione del sale; le acque dello stagno invece provengono in parte dal mare, perciò salmastre, mentre dai fiumi MANNU e CIXERRI penetrano le aque dolci, rendendo l’area in parte salata, in parte dolce. Tutta la superfice è dichiarata oasi faunistica perciò soggetta a vincolo venatorio. Lo stagno di CAGLIARI situato al lato ovest della città può essere osservato in tutta la sua bellezza dai ponti della PLAIA, oppure percorrendo un breve tratto a piedi ci si può avvicinare anche alle sue sponde.
Gli appasionati degli stagni Sardi possono soggiornare nei numerosi B&B in Sardegna per visitare e ammirare la loro flora e fauna e in alcune situazioni possono partecipare alle lavorazioni agrarie degli stagni vedendo così come viene ad esempio prodotto il Sale.








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