La Sardegna è un isola che nei secoli ha subito numerose dominazioni, infatti ogni zona è contraddistinta dal suo dialetto, tal volta cambia anche a distanza di 10 km, nel nord dell’isola si parla un dialetto simile al Corso con un miscuglio di Piemontese e Genovese e viene chiamato Gallurese che si estende fino al sud della Corsica, nella zona di Alghero invece viene parlato il Catalano a causa della dominazione spagnola, mentre spostandosi nel sud dell’isola si trova il logudorese che è il vero e proprio sardo per arrivare poi al cagliaritano che muta ancora, di conseguenza sono andati a modificarsi detti e proverbi che vediamo di seguito:
LI PARENTI SO’ COME LI SCALPI, PIù SO’ ISRINTI, PIù DòLINI( i parenti sono come le scarpe, più ti stanno strette e più ti fanno male ).
E’ MEDDHU PòERU E SANU CHE RICCU E MALATU ( meglio essere poveri e sani che ricchi e malati ).
BISOGNA STIRRì LI PèDI CANT’è LONGU LU LINZòLU ( bisogna allungare i piedi solo per la lunghezza del lenzuolo ).
CA’ NO’ PATI NO’ CUMPATI ( chi non ha mai soffertonon prova pietà ). BISOGNA LIà L’ASINU UNDI DICI LU PATRONU ( bisogna legare l’asino dove ordina il padrone ).
DEU VI CUNSOLIA ( che DIO vi consoli ). FIDDHòLI MASCI DINà A CALASCI ( figli maschi soldi in quantità ). AVVIDECCI SANI ( a rivederci in buona salute ). DA LU PIRU A LA MELA ( dal pero al melo; cioè, nè di qua ne di la ).
LU BISOGNU METTI LU ‘ECCHJU A CURRì( la necessità fa correre anche un vecchio ).
LU MACCHINU C’è DI TRENTASEI GALITAI E DUGNUNU HA LU Sò POCU ( la pazzia esiste di tretasei tipi e ognuno di noi ne possiede una piccola parte ). LU TROPPU GUASTA, LU POCU NO BASTA (il troppo stroppia, il poco non è sufficiente ).
MEDDU UN AGGHJUTU CHE CENTU CUNSIDDHI ( meglio un aiuto che cento consigli ).
MISCHINU LU CANI CH’è SENZA PATRONU( povero è il cane che non ha un padrone ).
NO CI’à PIù SULDU DI CA’ NO’ VO’ INTINDè ( non c’è più sordo di chi non vuol sentire ).
PIDDHA LU TEMPU COMU ‘ENI ( prendi il tempo come viene ).
LI PICCATI DI LI MANNI LI PIEGNINI LI MINORI ( i peccati dei genitori li piangeranno i giovani ).
A LU FAULAGGHJU NO’ SI CRèDI MANCU LA ‘IRITAI (al bugiardo non si crede nemmeno la verità).
AE’ L’OCCHJ PIù MANNI DI LA ‘ENTRI (avere gli occhi più grandi dello stomaco).
CA’ TANTI LEPPARI CURRI MANC’UNU NI PIDDHA ( chi troppe lepri rincorre non ne acchiappa neanche una.)
DUGNA PASTòRI CUNNOSCI LI SO’ PECURI ( ogni pastore conosce le proprie pecore ).
DUGNA ULTULANU SI ‘ANTA LA SO’ CIUDDHA ( ogni ortolano vanta la propria cipolla ).
LA CULPA E’ MOLTA AGGHJANA ( la colpa muore giovane ).
NO E’ DUGNA DI’ PASCA ( non è PASQUA tutti i giorni ).
L’AMòRI NO’ è CIUDDHA (l’amore non è come le cipolle ).
VALI PIù UNO FENDI CHI CENTU CUMANDENDI ( ha più valore uno che lavora che cento che comandano ).
VALGOGNA E’ FURà ( solo rubare è vergogna ).








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